Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più bello del reame?

“Il narcisismo non consiste nell’incapacità di amare, ma nell’incapacità di accogliere l’amore dell’altro.” Enrico Maria Secci

 

È bene premettere che il narcisismo è un termine tecnico che spesso, quasi quotidianamente, viene utilizzato a sproposito, con il rischio di creare confusione e fraintendimenti. Il termine narcisismo infatti descrive una condizione psicologica ma, ai giorni nostri, può assumere anche una valenza a livello culturale.

A livello psicologico indica un disturbo di personalità, caratterizzato da un senso pervasivo di grandiosità, un bisogno di ammirazione e carenza di empatia per gli altri. I narcisisti infatti sono connotati da un profondo senso di superiorità nei confronti degli altri, e sono costantemente più preoccupati di come appaiono piuttosto di che cosa sentono.

A livello culturale invece il narcisismo denota una perdita di valori umani che si caratterizza da un disinteresse per i propri simili, per l’ambiente che ci circonda e per i valori sociali e morali.

Nonostante si tratti di due aspetti differenti, essi appaiono strettamente interconnessi fra loro, in quanto sono le persone che modellano la propria cultura che, a sua volta, influenza e modella l’individuo stesso.

Il narcisismo “contemporaneo” infatti si manifesta attraverso l’esposizione di un Sé che è alla continua ricerca di approvazione e di conferme sui diversi social media disponibili oggi.

Uno dei primi aspetti che caratterizza questo tipo di narcisismo è la ricerca continua di visibilità sociale che contiene al suo interno un bisogno implicito di autoaffermazione che serva a rafforzare il proprio sé, che si appoggia all’interazione con gli altri, conosciuti ma soprattutto sconosciuti, per raggiungere il soddisfacimento del bisogno di riconoscimento personale.

Un secondo aspetto è il bisogno di incrementare il proprio valore, voler essere di più di quello che si è.

Ma che cosa caratterizza veramente un narcisista?

A prima vista, il narcisista potrebbe sembrare una persona dotata di un’eccessiva autostima ma, in realtà, si tratta di un grave errore!

Infatti, solitamente, questi tratti si formano e si consolidano proprio quando le persone non sono in grado di sentirsi bene con se stesse in modi realistici e costruttivi; di conseguenza queste persone attuano degli sforzi per contrastare i sottostanti sentimenti di inadeguatezza che provano con un’elevata ed eccessiva autostima.

La visione grandiosa che hanno di sé è solamente una fantasia che si sono costruiti, a partire dall’infanzia al solo scopo di sopravvivere. I narcisisti infatti hanno il terrore verso la possibilità di essere mediocri, invisibili, insistenti. Per questo motivo il loro non è amore verso se stessi, ma il sintomo della sua tragica mancanza e di una profonda incapacità di accogliere l’amore dell’altro.

Il narcisista può cambiare?

Quando si parla di cambiamento è sempre difficile, per chiunque; per un narcisista lo è ancora di più, perché qualsiasi modifica dei suoi schemi comportamentali implicherebbe un preliminare riconoscimento del problema, un sapersi mettere in discussione, processi davvero duri da compiere per un narcisista che già di suo fa un enorme fatica ad accettarsi per quello che è.

Più frequentemente i narcisisti che decidono di intraprendere un percorso di psicoterapia lo fanno perché sviluppano altre difficoltà, come ad esempio una depressione, o altri problemi che inizialmente appaiono difficilmente riconducibili direttamente alla propria struttura di personalità.

Bibliografia:

Association, A. P. (2014). DSM V. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Raffaello Cortina Editore.

Cesareo, V. (2012). L’era del narcisismo.Franco Angeli Edizioni.

Gregorio, L. D. (s.d.). La società dei selfie: Narcisismo e sentimento di sé nell’epoca dello smartphone.Franco Angeli Edizioni.

Ronningstam, E. (2016). La personalità narcisistica. Verso una comprensione clinica integrata. Franco Angeli Edizioni.

 

 

 

Author Info

Alice Quadri

Psicologa Psicoterapeuta, Esperta in Psicologia Forense e Psicodiagnosi. Svolge la propria attività clinica e forense presso il proprio studio privato in collaborazione con numerosi studi legali e diversi professionisti. Svolge attività di docenza presso il CONI Lombardia.