Basta stress!

“Lo stress deve essere una forza motrice potente, non un ostacolo”.

[Bill Phillips]

 

Lo stress è un concetto familiare alla maggioranza delle persone, ognuno di noi potrà farsi venire in mente numerosi eventi o momenti stressanti della propria vita senza troppa difficoltà ma compito più arduo è cercare di definirlo.

Lo stress può essere definito come una reazione a eventi che mettono alla prova la persona dal punto di vista fisico e psicologico, ma una definizione più elaborata vede lo stress come un’interazione tra persone e i loro ambienti.

In altre parole, quello che una persona percepisce come stressante potrebbe essere percepito da qualcun altro come piacevole o noioso. Inoltre la percezione individuale dell’evento stressante può cambiare nel tempo.

Di fronte ad un evento potenzialmente stressante vengono però sempre valutati due fattori:

  • Se l’evento costituisca una minaccia al benessere immediato o a lungo termine
  • E se siano disponibile adeguate risorse per gestirlo.

Gli studiosi hanno anche identificato diverse condizioni specifiche che influenzano il fatto che un evento venga valutato come stressante o meno; gli eventi più stressanti infatti sembrano quelli percepiti come negativi, incontrollabili, ambigui, imprevedibili e/o che richiedono un elevato livello di adattamento.

Ne consegue che, potenzialmente, qualunque evento potrebbe essere considerato stressante, per questo motivo le ricerche hanno cercato di raggruppare gli stressor in quattro categorie: grandi eventi di vita, stressor cronici, seccature quotidiane ed eventi catastrofici.

Partendo dai grandi eventi di vita, ad esempio il divorzio, il matrimonio, la nascita di un figlio o il comprare una casa, gli studi hanno ipotizzano che quanto maggiore sarà il cambiamento richiesto da un evento, sia positivo sia negativo, tanto più stressante esso sarà percepito.

Lo stress cronico invece può risultare da situazioni della vita quotidiana come vivere in una casa affollata, in un quartiere malfamato o occuparsi di un parente malato.

Le seccature quotidiane, come essere bloccati nel traffico o trovare fila in posta, possono essere percepite dalla persona come stressanti e contribuire così a sviluppare e mantenere sintomi fisici ed emotivi.

In ultimo, le catastrofi sono eventi estremi ed inconsueti che causano inevitabilmente stress psicologico significativo; essi vengono a volte percepiti come traumatici o psicologicamente travolgenti.

Quali sono i sintomi dello stress?

È molto difficile fornire un elenco di sintomi in quanto lo stress risulta essere un fenomeno ampio e che può influenzare un gran numero di aree della vita di una persona. Tuttavia suddivideremo quattro diverse categorie di sintomi:

  1. Sintomi fisici: mal di testa, mal di schiena, indigestione, tensione nel collo e nelle spalle, dolore allo stomaco, tachicardia, sudorazione delle mani, agitazione, problemi di sonno, stanchezza, capogiri, perdita di appetito, problemi sessuali;
  2. Sintomi comportamentali: digrignare i denti, alimentazione compulsiva, più frequente assunzione di alcolici, atteggiamento critico verso gli altri, comportamenti prepotenti, difficoltà a portare a termine i compiti;
  3. Sintomi emozionali: tensione, rabbia, nervosismo, ansia, pianto frequente, infelicità, senso di impotenza, predisposizione ad agitarsi o sentirsi sconvolti;
  4. Sintomi cognitivi: difficoltà a pensare in maniera chiara, problemi nella presa di decisione, distrazione, preoccupazione costante, perdita del senso dell’umorismo, mancanza di creatività.

Ma come lo stress influenza la salute fisica?

Tralasciando per un attimo le conseguenze più patologiche dello stress, proviamo ora a soffermarci su come lo stress influenza la salute fisica. Prima di tutto esistono tre modi in cui lo stress può contribuire ai disturbi psicofisiologici, ossia malattie significativamente influenzate da fattori emotivi, che sono:

  • Gli effetti dello stress psicologico sui comportamenti legati alla salute:

È stato dimostrato che lo stress diminuisce comportamenti salutari (es. fare esercizio fisico e mangiare sano) e conseguentemente aumenta invece i comportamenti non salutari (es. consumo maggiore di caffeina, nicotina, alcol, cibi ricchi di sale e zucchero ecc.)

  • Gli effetti dello stress psicologico sulle reazioni fisiologiche:

La risposta fisiologica primitiva di fronte ad un evento stressante e/o pericoloso è quella chiamata di “lotta o fuga”; tale risposta a uno stressor ambientale è adattiva se aiuta la persona a gestire o evitare una minaccia ma, costituisce un grande sforzo per il corpo e può causare danni permanenti se si verifica ripetutamente.

  • Il ruolo di certi tratti di personalità nella gestione dello stress psicologico:

Alcune tendenze cognitive e comportamentali, come il pessimismo, l’ottimismo, l’irritabilità, l’ostilità e il coping regressivo, ossia una tendenza a sopprimere le emozioni negative, modellano il modo in cui gli individui gestiscono le circostanze psicologicamente stressanti e hanno un impatto generale sui comportamenti relativi alla salute e sulle reazioni psicologiche allo stress.

Come si interviene?

Si premette che problemi profondi ed importanti legati allo stress e che possono portare a soffrire di una vera e propria psicopatologia devono essere affrontate all’interno di un percorso di psicoterapia.

Tuttavia, se si parla di stress in generale, gli interventi per ridurlo soddisfano due scopi principali:

  1. Prevenire la malattia
  2. E gestirne gli effetti fisici al fine di migliorare la prognosi

Alcune tecniche per ridurre lo stress sono il training di rilassamento muscolareche consiste in contrazione e rilassamento sistematico dei muscoli, focalizzandosi sulla respirazione che ha come obiettivo quello di ridurre l’attività del sistema nervoso autonomo, migliorando così la risposta immunitaria; il biofeedbackche invece insegna alle persone a prestare attenzione e controllare, almeno parzialmente, alcuni indici fisiologici (come il battito cardiaco, la temperatura corporea e la pressione sanguigna); il riaddestramento cognitivoche si concentra sui pensieri ei comportamenti che generanno ed alimentano lo stress e infine il supporto socialeche può essere di tipo emotivo, strumentale e informativo.

 

Bibliografia:

Cannon. (1929). Organization for physiological homeostasis. Physiological Review, IX(3), 399-431.

Hansell , J., & Damour, L. (2007). Psicologia clinica.Bologna: Zanichelli.

Selye. (1976). Stress in health and disease.Massachusetts: Butterworth’s reading.

 

 

Si ringrazia la dott.ssa Giulia Liva per la collaborazione.

Author Info

Alice Quadri

Psicologa Psicoterapeuta, Esperta in Psicologia Forense e Psicodiagnosi. Svolge la propria attività clinica e forense presso il proprio studio privato in collaborazione con numerosi studi legali e diversi professionisti. Svolge attività di docenza presso il CONI Lombardia.