Il fenomeno del bullismo

“Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo”

[Slogan contro il bullismo]

     Una persona è oggetto di atti di bullismo quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive da parte di uno o più compagni.

Nello specifico, un’azione viene definita offensiva quando infligge o arreca danno e disagio ad un’altra persona. Le azioni offensive possono manifestarsi attraverso diverse modalità: verbale, tramite insulti, minacce, prese in giro sia che queste avvengano direttamente o tramite l’utilizzo della rete e delle nuove tecnologie (cyberbullsimo); fisica, tramite l’utilizzo del contatto fisico una persona spinge, picchia, domina su un’altra oppure psicologica, ossia senza l’uso della parola e del corpo ma tramite smorfie, sguardi o escludendo qualcuno intenzionalmente.

Un richiamo alla definizione di bullismo può essere un utile non solo per i più giovani che le possono vivere direttamente sulla loro pelle ma anche per gli adulti che possono imparare a distinguere e individuare gli atti di bullismo da altre forme di interazione.

Infatti spesso le prevaricazioni di tipo verbale ad esempio sono spesso le più sottovalutate dagli adulti che possono facilmente interpretarle come “scherzi tra ragazzi”; tuttavia una semplice elemento discriminatorio fra scherzo e prepotenze verbali è che lo scherzo è divertente per tutti, può essere ricambiato, può riguardare, nel tempo, persone diverse all’interno del gruppo; le prepotenze invece ricadono sempre sulla medesima persona e provengono sempre dagli stessi compagni. Anche le prepotenze psicologiche passano spesso inosservate o vengono confuse erroneamente con la timidezza e la volontà di isolamento da parte della vittima.

Le vittime di bullismo spesso soffrono di bassa autostima, e possono manifestare sintomi psicosomatici che interferiscono con il rendimento scolastico. In situazioni estreme, ci sono casi di suicidio dovuti al disagio causato dal bullismo scolastico. Alcuni dei bambini e dei ragazzi che mettono in atto il bullismo d’altro canto possono avere difficoltà dal punto di vista psicologico mentre altri possono essere relativamente sicuri di sé e popolari, ma si impegnano nel bullismo volontariamente se possono ricavarne dei vantaggi (denaro, prestigio, ecc.) in una scuola e nel gruppo dei coetanei che permette tutto questo.

All’interno del contesto scolastico infatti, il bullismo non riguarda solo gli alunni che ricoprono il ruolo di “bullo e vittima” ma tutti gli studenti. Non è un problema di singoli studenti ma il risultato di una dinamica nella quale anche gli adulti educatori e gli spettatori svolgono un ruolo essenziale. Per questa ragione, la prevenzione e il contrasto del bullismo nella scuola non si possono esaurire con l’intervento di qualche esperto esterno ma devono attivare azioni educative espresse da tutte le componenti scolastiche.

Come si combatte il bullismo?

Ci sono diversi fattori che possono influenzare il successo nella lotta contro il bullismo:

  • L’ampiezza del consenso con cui la scuola implementa e organizza gli interventi anti-bullismo a livello dell’intera popolazione scolastica. Un intervento sostenuto ed attuato in gran parte da ricercatori esterni, e/o a cui partecipano solo alcune parti della scuola, sembra essere meno efficace.
  • L’azione precoce degli interventi anti-bullismo all’interno della scuola è fondamentale. Infatti è stato riscontrato che gli interventi nelle scuole elementari sembrano avere risultati migliori di quelli effettuati nelle scuole medie e superiori. Gli interventi hanno bisogno di tempo per radicarsi e devono essere mantenuti nel tempo.
  • Le attività curricolari svolte all’interno del gruppo-classe permettono di migliorare il clima e le dinamiche presenti fra gli alunni.
  • L’aumento della vigilanza e chiare sanzioni contro il bullismo da parte degli educatori.
  • Il lavoro con i genitori di tutti gli alunni della classe svolge un ruolo essenziale per ampliare il consenso e l’azione degli interventi, in modo tale che non rimangano solamente all’interno delle mura scolastiche.

Il contributo della città di Milano

Sul territorio milanese, negli scorsi anni, le istituzioni e le scuole hanno deciso di cimentarsi in un progetto sul bullismo, dal titolo “Game Over”.

Il progetto nasce attraverso la realizzazione di un audiovisivo che racconta di una storia completamente inventata, allo scopo non di fornire una fotografia del fenomeno all’interno delle scuole lombarde ma di scatenare delle emozioni nei ragazzi ma anche negli insegnanti per stimolarli a discutere del fenomeno, riconoscerlo e trovare possibili soluzioni per contrastarlo.

L’audiovisivo inoltre ha il preciso scopo di diventare patrimonio comune e strumento didattico per le scuole elementari e medie inferiori presenti sul territorio lombardo.

Bibliografia

Buccoliero, E. (s.d.). Intervento Bullismo, bullismi. Atti del ciclo di incontri sulla sensibilizzazione.Ferrara.

Dan, O. (1996). Bullismo a scuola: ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono.Giunti.

Fonzi, A. (1997). Il bullismo in Italia.Firenze: Giunti.

Genta, M. L. (2002). Il bullismo.Roma: Carocci.

Iannaccone, N. (2015). Stop al bullismo.

P.K, S., Pepler , D., & Rigby, K. (2004). Bulyng in schools: how successful can interventions be?Cambridge: Cambridge University Press.

 

 

Author Info

Alice Quadri

Psicologa Psicoterapeuta, Esperta in Psicologia Forense e Psicodiagnosi. Svolge la propria attività clinica e forense presso il proprio studio privato in collaborazione con numerosi studi legali e diversi professionisti. Svolge attività di docenza presso il CONI Lombardia.