Traumi e traumi: quando il passato condiziona il presente.

La scienza smentisce il detto popolare secondo cui “il tempo cura tutte le ferite”.

Ciò non corrisponde a quanto si verifica nel nostro cervello quando ci confrontiamo con gravi situazioni.

L’interazione tra geni e eventi di vita altamente stressanti, aumenta il rischio di sviluppare patologie psichiche e malessere.

Il maltrattamento e l’abuso fisico, psichico, ed emotivo, in generale i traumi, costituiscono un complesso insieme di eventi lesivi dell’integrità psico-fisica ed espongono il soggetto stesso al rischio di sviluppare un disturbo da stress post-traumatico (DPTS), ansia, depressione, abuso di sostanze o altre malattie psichiche.

Successivamente a questi eventi, se l’evento traumatico non viene adeguatamente rielaborato e il malessere psico-fisico risolto, lo scorrere del tempo “congela” il ricordo nel cervello generando reazioni automatiche di disagio e sofferenza.

Accade infatti che chi ha subito un incidente, un trauma come ad esempio un’aggressione, una violenza, anche a distanza di molto tempo provi ancora quelle stesse emozioni e reazioni fisiche di paura, spavento, impotenza.

Perché ciò accade?

Perchè le esperienze subite continuano ad avere un impatto sulle strutture cerebrali nel corso della nostra intera esistenza, modificando le connessioni che si stabiliscono nelle reti neurali (reti di neuroni presenti nel cervello).

Gli eventi traumatici invece restano spesso “intrappolati” e formano un blocco nelle reti neurali dove sono immagazzinati. Le conseguenze di questo blocco tendono a manifestarsi nel nostro corpo e nella nostra mente ripetutamente.

Può accadere quindi che, se ad esempio ho subito un’aggressione, quando mi reco al supermercato sarò sempre in allerta per paura che possa accadere di nuovo, oppure chieda sempre a qualcuno di accompagnarmi perché non riesco più a prendere i mezzi in autonomia come invece prima ero solita fare.

Se ho avuto un incidente d’auto posso addirittura smettere di guidare e dipendere totalmente dagli altri per spostarmi.

Nel caso in cui, invece, nella relazione con un partner violento ho subito abusi e maltrattamenti fisici e psicologici, anche le mie relazioni future potranno essere compromesse dai traumi subiti.

Quali sono i principali strumenti di intervento?

L’EMDR rappresenta oggi un nuovo sviluppo in psicoterapia legato all’elaborazione dell’informazione legate a ricordi di esperienze traumatiche o stressanti.

EMDR significa infatti Eyes Movement Desensitization and Reprocessing, ovvero Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari.

Nel nostro cervello esiste un meccanismo innato capace di elaborare le esperienze negative, stressanti o traumatiche.

In alcuni casi questo meccanismo si blocca, non funziona correttamente e impedisce una corretta integrazione dell’esperienza traumatica.

Il ruolo dell’EMDR è quindi quello di fungere da stimolo affinché il cervello possa riattivare questo naturale processo di guarigione.

L’obiettivo è quindi la riorganizzazione del ricordo nella memoria in modo che venga immagazzinato in modo funzionale, senza più causare più disturbo o sofferenza, focalizzandosi sul ricordo vero e proprio, non sulla reazione o sulla patologia attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva.

Il protocollo EMDR è un metodo clinico strutturato e complesso articolato in 8 fasi che costituiscono un protocollo standardizzato.

La fase di stimolazione prevede che il terapeuta solleciti il paziente utilizzando la stimolazione oculare alternata destra-sinistra per poter attivare la comunicazione tra l’emisfero destro e l’emisfero sinistro del cervello, base necessaria per l’elaborazione.

I movimenti oculari, paragonabili a quelli che si verificano spontaneamente durante il sonno REM, possano stimolare il sistema naturale di guarigione del cervello perché completi quello che non era riuscito a fare da solo.

I movimenti oculari dell’EMDR sono quindi un meccanismo naturale che accelera la guarigione da uno shock psicologico.

Con la terapia EMDR non cambiamo il passato ma il modo in cui i ricordi rimangono immagazzinati nella memoria.

Lo psicoterapeuta, lavorando con l’EMDR integra tutte le risorse della psicoterapia, agendo sia sugli aspetti psicologici sia su quelli neurobiologici.

Author Info

Alice Quadri

Psicologa Psicoterapeuta, Esperta in Psicologia Forense e Psicodiagnosi. Svolge la propria attività clinica e forense presso il proprio studio privato in collaborazione con numerosi studi legali e diversi professionisti. Svolge attività di docenza presso il CONI Lombardia.